Cosa rappresenta l’Ercole Olivario per il comparto oleario italiano?
Non sento di esagerare dicendo che considero l’Ercole Olivario l’Oscar dell’extravergine. Eccezionale per organizzazione, funzionalità, opportunità di contatto offerte. Non sono un frantoiano da generazioni. Ho deciso di dedicarmi all’olio per pura passione, stravolgendo la mia vita da un giorno all’altro. Sono alla mia quarta campagna olearia e per la quarta volta ho fatto domanda al concorso. La vittoria dello scorso anno mi ha riempito di gioia e ha galvanizzato il mio entusiasmo.
Cosa ha comportato, per la sua azienda, la vittoria nella categoria Extravergine Fruttato leggero?
Tante tanta visibilità: da 1 a 10 direi 100. Sia in Italia che all’estero. E poi, ottimi risvolti sul piano delle vendite. Sono davvero soddisfatto.
Ci descriva l’olio vincitore Tre Torri
Il mio olio, ricavato da cultivar Rustica e Gentile dell’Aquila, lo paragonerei a un ragazzo di 20 anni alla sua prima maratona. Scalpitante. Ma comunque consapevole di dover mantenere un certo equilibrio nelle forze per non perdere la tenuta. All’olfatto si presenta con sentori avvolgenti di erbaceo e pomodoro, mentre al palato è tempestivo: un’autentica esplosione di amaro e piccante con note di carciofo, foglia di pomodoro e retrogusto di mandorla. Ne vado molto orgoglioso. Lo considero un po’ mio figlio perché, in un certo senso, mi rassomiglia.
Ci suggerisca un cibo ottimale a cui abbinarlo
Consiglio sempre di servire il mio come pre-antipasto o come aperitivo con del pane fresco. Ѐ un modo inequivocabile per assaporarlo appieno, per sentirne l’intensità dei profumi. Altrimenti a crudo su dei raviolacci di ricotta o su del pesce non troppo aromatizzato.