Lazio
LAZIO
L’olio di oliva e l’ulivo stesso hanno da sempre caratterizzato Roma e la sua storia e sono da sempre parte integrante di tutto il panorama laziale.
Più di 80.000 ettari di superficie olivetata, oltre 127.800 aziende coinvolte e 283 frantoi attivi, una produzione di circa 12.000 tonnellate di olio extravergine, sono cifre che attestano l’importanza del settore olivicolo del Lazio. Un’importanza, quella dell’olio d’oliva, che nel Lazio va ben oltre il dato meramente statistico, trattandosi di un prodotto che affonda le proprie radici nella storia e nella cultura regionale e che contribuisce non poco al sostegno dell’economia locale, anche in chiave di sviluppo del turismo enogastronomico. Già gli Etruschi apprezzavano il prodotto dell’ulivo, ma furono i Romani a diffondere la coltivazione dell’ulivo in tutto l’Impero, come anche la commercializzazione dell’olio d’oliva in tutte le sue più varie applicazioni.
Oggi come allora, sono molte le zone del Lazio vocate ad una olivicoltura di qualità, come dimostrato dalla presenza di quattro DOP. La DOP Sabina – una delle prime d’Italia - tutela gli oli ottenuti dalle varietà Frantoio, Leccino, Pendolino, Moraiolo, Rosciola, Carboncella, oltre che dalle cultivar locali Raja, Olivastrone, Olivaga e Salviana. Tuscia e Canino sono le due DOP presenti nel viterbese, dove recita un ruolo da regina la cultivar Canino. Mentre le varietà Minutella, Vallanella e Itrana sono le protagoniste della DOP Colline Pontine, nella provincia di Latina.
Tutte le province del Lazio sono oggi coinvolte nel rinnovamento della propria tradizione oleicola, cercando opportunità di sviluppo in un mercato che negli ultimi anni, al pari di quanto già avvenuto nel mondo del vino, è finalmente sensibile a valori come la qualità, la riconoscibilità e l’origine.
Vedi anche
"Orii del Lazio" Concorso regionale per i migliori oli extravergine di oliva
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