Emilia Romagna
Il radicamento dell'olivo nelle colline romagnole è forte e storicamente documentato fin dall'epoca romana (risale infatti al II secolo d.C. un rudimentale frantoio familiare in pietra ritrovato presso la Pieve del Thò). La coltivazione dell'olivo vanta dunque una tradizione millenaria in questo territorio.
Più precisamente, la zona di produzione dell'olio è in provincia di Ravenna, nel Comune di Brisighella, prevalentemente nel versante dell’Appennino Tosco-Romagnolo lungo la valle del fiume Lamone. Qui gli olivi si aprono a ventaglio sulle colline, disposti a file o in gruppi, a volte misti a vigneti, su un terreno di medio impasto, tendente al sabbioso. La collina è qui caratterizzata da un clima mite, piovoso, riparato dalle correnti più fredde.
La produzione - gli oliveti coprono una superficie di circa 300 ettari con 100.000 piante d'olivo - deriva principalmente da tre cultivar tipiche locali: Nostrana di Brisighella, Ghiacciola e Orfana.
Si tratta di una produzione estremamente controllata e selezionata. La raccolta, o brucatura, è eseguita a mano con l'aiuto di “pettini” e avviene facendo cadere le drupe in reti disposte sotto la chioma degli alberi. Le olive vengono poi trasportate in cassoncini ampi, bassi e traforati, che garantiscono la migliore circolazione dell'aria e impediscono l'avvio di processi che possono alterare la qualità del prodotto, e sono preferibilmente molite nello stesso giorno o nei giorni immediatamente successivi. L'estrazione dell'olio avviene per sgocciolamento e a temperatura controllata.
Nel 1996 l'olio delle colline brisighellesi ha conseguito, tra i primi in Italia, il marchio europeo DOP (Denominazione di Origine Protetta) nei marchi “Brisighella” e “Brisighello”.
Ancora più pregiati e ricercati sono i cru “Nobil Drupa” e “Orfanello”, di produzione limitata.
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