Toscana
L’olivicoltura e la produzione dell’olio extravergine di oliva rivestono in Toscana una significativa Valenza, oltreché economica, anche ambientale, paesaggistica, sociale e turistica.
97.000 ettari del territorio regionale, localizzati in zone collinari o di bassa montagna, oltre 15 milioni di piante, 70.000 olivicoltori, più di 400 frantoi, numerose imprese di confezionamento, una produzione media di circa 170-180.000 quintali annui di olio, seppure con forti oscillazioni, sono i numeri di questo pregiato comparto dell’economia regionale .
Il patrimonio olivicolo è composto, nella quasi totalità, dalle varietà Frantoio, Moraiolo, Leccino, Maurino, Pendolino e Olivastra Seggianese, con alcune varietà minori: un patrimonio genetico vastissimo, selezionato e riprodotto nel tempo, che va a caratterizzare, insieme alla secolare esperienza dell’uomo, l’olio toscano.
La coltivazione dell’olivo è tradizionalmente condotta con metodi di tipo estensivo, con limitato impiego di fertilizzanti e fitofarmaci, e negli ultimi tempi con un crescente sviluppo del metodo di produzione biologico.
Gli oltre 400 frantoi sono distribuiti su tutto il territorio regionale e consentono una tempestiva lavorazione delle olive, in un lasso temporale sempre più breve, con esiti positivi sulla qualità dell’olio.
Grazie alla qualità dell’olio, la regione vanta una IGP (l’Olio Extra-Vergine di Oliva Toscano) e quattro DOP (Chianti Classico, Terre di Siena, Lucca e Seggiano).
Negli ultimi anni nella regione si è affermata una forte sensibilità per il rinnovamento tecnologico, volto al miglioramento dei processi di lavorazione delle olive in olio e alla produzione di oli extravergini di oliva di “alta qualità”, e cresce l’attenzione verso la produzione di oli ad alto contenuto di polifenoli, in un’ottica proiettata sugli aspetti salutistici e nutrizionali.
L’analisi dello scenario regionale non può tuttavia limitarsi a considerare gli aspetti economici, in quanto in Toscana l’olivicoltura svolge anche importanti funzioni ambientali, paesaggistiche, sociali e culturali.
In Toscana, l’olivo è spesso localizzato in terreni impervi, inidonei alla raccolta meccanizzata, con evidente beneficio per la tutela ambientale, sebbene a fronte di maggiori costi di produzione.
La presenza delle piante di olivo caratterizza inoltre il paesaggio della collina toscana, armoniosamente modellato dall’uomo nel corso dei secoli.
Importante è poi la funzione sociale svolta dalla coltivazione dell’olivo, la quale interessa non solo le aziende agricole professionali, ma anche molti agricoltori a tempo parziale, concorrendo ad assicurare la presenza dell’uomo in campagna.
Da ricordare lo stretto legame con la cucina tradizionale, di cui l’olio di oliva è ingrediente fondamentale.
Il ruolo dell’olivicoltura toscana deve però essere visto anche in relazione alla integrazione con gli altri settori dell’economia regionale, in particolare con il turismo, l’artigianato, il commercio di prodotti tipici. Anche in virtù di queste sinergie, l’olivicoltura svolge, in molte aree della Toscana, una funzione strategica e trainante.
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